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Il Presidente, un viaggiatore culturale...

 …Sarò generosamente la voce delle parole scritte dai figli Fabrizio e Flavia cui, certamente con tenerezza, si unisce la moglie Fresia.

Le parole di questa lettera sono partite da lontano e quando nei giorni passati capivamo che forse la tua patologia sarebbe potuta essere più veloce di noi hanno iniziato spontanee a depositarsi.

Mai dimenticheremo la forza della tua mano e le sue infinite carezze quelle che da bambini, avevamo forse dimenticato.

L’intermittenza della sua stretta ci diceva la tua immensa forza, quella presa aveva la stessa energia e dignità che ti ha sempre contraddistinto in salute, ed oggi, nonostante tutto mai avremmo immaginato di dover lasciare andare quella mano perché diventata ormai cosi impotente e fragile.

Ero una bambina di 7 anni quando all’improvviso durante una nostra passeggiata ti chiesi:“ Papà cosa sente la gente quando muore?” ecco mai avrei immaginato di doverlo capire, solo oggi e fino in fondo, vedendo in questi 49 giorni cambiare ogni centimetro del tuo corpo che sconfitto si arrendeva al dolore.

Oggi, ci assale un senso di essere stati infinitamente piccoli e impotenti di fronte alla tua improvvisa e incontrollabile malattia.

Volevamo dirti che, ogni triste scelta medica affrontata, ogni singolo giorno attraversato dovendo essere improvvisamente i tuoi occhi e la tua testa, sono stati dettati dall’amore, per quanto riflesso da oscuri e possibili dubbi.

Papà, aver visto nei tuoi occhi scuri e grandi, per la prima volta così tanta paura, sgomento e smarrimento è stato per noi la visione più dolorosa della nostra vita e mai la scorderemo.

Tu che ci hai insegnato ad essere all’altezza solo delle nostre aspettative e di nessun altro, che hai guardato attento ogni passo di cui sei stato l’ombra, quella di un maestro esperto e capace.

Tu che dicevi che noi ti avevamo fatto diventare padre perché avevi imparato solo con noi ad esserlo.

Tu che ci hai insegnato la libertà e le sue infinite sfumature, Tu scrittore, narratore, logorroico dissertatore dell’universale.

Tu che ci hai insegnato la ricerca della verità, sei stato profonde radici e stabilità quando necessario.

Tu che ci leggevi i grandi filosofi prima ancora che potevamo capirne davvero il significato.

Tu che hai appeso al nostro letto di bambini la frase: “L’AMORE IL LAVORO E LA CONOSCENZA SONO LE FONTI DELLA NOSTRA ESISTENZA E DOVREBBERO ANCHE GOVERNARLA.”

E ancora adolescenti: “Fatevela sempre con chi è meglio di voi e pagatene le spese ci dicevi.”

Sei stato fonte di grande ispirazione con la tua innata curiosità, la tua cultura trasversale, la tua infinita saggezza e l’amore per la cosa pubblica.

Tu che ci hai fatto respirare le tue lotte sindacali e i diritti dei lavoratori sei stato i nostri occhi quando sempre ci insegnavi a guardare oltre, oltre l’evidenza, oltre i significati scontati, di quelle cose che generalmente vanno cosi, quelle per cui non ci si può fare nulla se non adeguarsi, era proprio tutto quello che non accettavi e cui ti opponevi ogni singolo giorno.

Il tuo profondo amore per la legalità e la giurisprudenza, le tue mille raccomandate per difendere i tuoi e i nostri diritti.

Ci hai visto arrivare a tanti dei nostri traguardi e ne sei stato osservatore senza mai influenzarci ne limitarci.

Il tuo spirito critico e di osservazione, il tuo anticonformismo, i tanti giornali, la radio sotto l’ombrellone, le lettere di Pasolini, i tuoi eccessi e i suoi contrari ti appassionavano.

Fingermi addormentata per tornare a letto tra le tue braccia, sempre a notte fonda, nella paura del buio tu c’eri.

Le tue favole speciali della buonanotte, eri tu quel marinaio della marina militare imbarcato sulla nave mercantile Augusta negli anni ’60.

La tua ricetta speciale…era l’odore del tuo riso al sugo con le patate lesse il sabato e poi… le canzoni dei Pynk Floyd nella nostra Ritmo blu.

Il rumore sordo, già all’alba, quando le tue dita correvano veloci su quella macchina da scrivere Olivetti cui ormai non si leggevano più neanche le lettere, gesto che tante volte abbiamo tentato di imitare ma non riuscivamo a memorizzare i tasti.

I tuoi mille progetti di vita, il comitato Tiburtino Sud, la tua Associazione Vivere verde e poi il centro anziani… non so se un giovane avrebbe mai potuto eguagliare i tuoi infiniti propositi.

L’odore del tuo solito dopobarba, le tue innumerevoli buffe adorate insensate fissazioni, il tuo caotico infinito ordine.

Sarai sempre con noi perché tu sei nel nostro carattere, sei il riflesso in uno specchio, assomigliarti molto, come figli, è una delle cose più belle e tenaci che la vita ci ha lasciato in dono di te.

Grazie di averci insegnato a non uniformarci mai al male, al lassismo, alle cose non vere a quelle scontate e troppo evidenti.

“Si nasce soli e si muore soli” ci dicevi ma noi in questi 49 giorni infernali non abbiamo mai abbandonato la speranza di poterti salvare con tutte le nostre cure speciali.

Papà il messaggio più bello ricevuto dai tuoi amici in questi giorni, è stato sapere che:” Sei stato ispirazione e fonte di coraggio per tanti e soprattutto per gli ultimi” questo più di altro ci ha riempito di orgoglio infinito.

Grazie a tutti gli amici fraterni di papà, Roberto, Franco, Alberto, ai nostri amici, alle amiche vicine e lontane, a Mara la dottoressa ‘speciale’, ai nostri colleghi, a tutti i nostri vicini di casa, a tutti gli zii e le zie, i nostri cugini quotidianamente sempre vicini.

Grazie papà perché questo tragico evento ci ha riavvicinato a zio Giuseppe, Marco, Annamaria diventati vigili ombre per noi con tutta l’intera famiglia.

Zio Giuseppe sei stato la figura più vicina al papà che stavamo perdendo, hai fatto le sue veci in tutte le necessità mediche e burocratiche che ci hanno travolto in questo periodo, tu sei stato accanto a noi, sei stato un’indispensabile presenza. Credo che papà ti ha riportato da noi per starci così tanto vicino da restare per sempre.

Grazie a Giacomo abile vela di questa barca ora in tempesta, al calore quotidiano e generoso della sua famiglia.

Grazie a Fabiana per la sua grinta tenace, a Fabrizio il mio braccio destro, e a mamma per la forza di questa umile squadra, grazie per tutto ciò che siamo diventati con i tuoi sforzi.

Papà oggi siamo infinitamente triste ma saperti a riposo ci ha trasmesso enorme sollievo e pace interiore.

In ultimo, volevamo dire a chi qui dentro ha ancora un papà e una mamma da baciare ed abbracciare, non dimentichi sempre di farlo, nonostante a volte la velocità del tempo ha spesso la meglio.

… ah già che ci siamo, visto che ormai si sa che gli ‘SCONTI’ sono logorroici…ti diciamo ancora: ‘ora che riposi passa il meglio della tua tumultuosa energia alla nostra mamma’.

Ciao papà ti auguriamo che la terra ti sia ora finalmente lieve come meritavi e lassù tra tutti i cari dei nostri amici ti preghiamo.

Vivere Verde prega per Noemi

Il consiglio direttivo ed il Presidente di Vivere Verde, nonchè tutto lo staff, si strigono alla famiglia di Noemi e pregano per lei.

 

Il Presidente di Vivere Verde

Francesco dott. Sconti

Siamo ad oltre 150.191 visitatori!

Abbiamo raggiunto e superato i 150.000 contatti/visite al nostro sito.   Siamo orgogliosi di questo risultato che altro non è che una riconoscenza verso il nostro operato.

Grazie a tutti.

Vivere Verde

Il Presidente

Dott. Francesco Sconti

Gianni sempre con noi

Gianni ti ricorderemo sempre con affetto.

Gianni, un nostro associato di Monterotondo il 24 settembre purtroppo ci ha lasciato.

Ti ricorderemo sempre con affetto e simpatia per le belle gite che abbiamo fatto negli anni.

Rivolgiamo un caro abbraccio alla famiglia che in questo momento sta soffrendo per la grave perdita.

Il Consiglio Direttivo dell’ associazione Vivere Verde.

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